📄 Stella degli Astrologi.txt
La visita degli Astrologi.
profezia di Isaia indicava che doveva nascere un liberatore, un re, per liberare israele.
La schiavitù degli ebrei in Babilonia rese evidentemente nota agli astrologi, sacerdoti e dotti di Babilonia tale profetica speranza.
Forse, la stessa profezia delle settanta settimane di anni di Daniele ne indicò pure per loro, con discreta approssimazione, il periodo nel quale essa poteva o doveva adempiersi.
Per i Babilonesi, gli avvenimenti importanti relativi ad un "RE" (auspicabili mediante la loro interpretazione astrologica del cielo), erano certamente associati a fatti astronomici eccezionali o particolari che avessero per spazio la costellazione del Leone, e nel particolare, fossero in relazione con la stella Regolo. Probabilmente, astrologicamente, avevano anche associato il pianeta Saturno a presagi relativi al popolo di israele.
Gli astrologi Babiolonesi scrutavano praticamente con costanza e regolarmente il cielo nottuno, (se non era nuvoloso o se non pioveva) e un evento "particolare" non sarebbe certo sfuggito loro.
Alcuni, in base a congetture suggerite da interpretazioni un poco approssimative di una parte del testo dello storico Giuseppe Flavio, ipotizzano che la congiunzione che additava tale evento e che può essere stata osservata dagli astrologi babilonesi fosse una abbastanza rara congiunzione fra Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci. Lo asseriscono indicando che per i Babilonesi Saturno era legato alla sorte del popolo di Israele e associando la costellazione dei pesci al simbolo che solo successivamente fu in parte usato dai primi cristiani per identificarsi (il pesce).
Tale fenomeno si verificò, osservato in babilonia, il giorno 30 Settembre del 007bc. La "congiunzione" Giove-Saturno, però, in tal caso non fu "eccezionale", seppure importante; in quanto essa fu di 1 grado in azimut e mezzo grado di altezza di Giove rispetto a Saturno. Il magnitudo calcolato di tali pianeti in tale evento è di 0,25 per Saturno e di -2.9 per Giove. La luminosità di giove era certamente interessante, ma non sufficiente a poterla definire "eccezionale". Il magnitudo complessivo, non sommabile con effetti luminosi particolari, come alcuni erroneamente hanno detto era, se fosse sommato, di -3,4 circa. Va tenuto conto inoltre che anche solo mezzo grado di distanza in cielo fra due astri, equivale alla distanza del diametro del disco apparente della Luna. Pertanto i due magnitudo erano certamente separati e non sommabili.
La data forse più certa della storia, se non altro per il fatto che è tuttora ricordata da intere popolazioni della terra, è quella della morte di Gesù.
Essa avvenne esattamente al nostro calendario secolare del 2/3 Aprile del 33 della nostra era volgare (dc) dopo il tramonto del sole. Dal momento che la Bibbia e pure la tradizione orale tramandata indicano che Gesù, quando cominciò la sua opera evangelica, aveva circa 30 anni e che durante il suo ministero egli celebrò quattro pasque giudaiche, morendo appunto dopo la celebrazione della sua quarta pasqua, è semplicemente matematico ed impossibile che egli possa essere nato nel 7 avanti la nostra era volgare. Sarebbe morto in tal caso a 40 anni di età e si sarebbe battezzato a 36/37 anni e non a "circa" 30 anni. Pertanto la congiunzione Giove/Saturno come probabile "stella" osservata dagli astrologi per venire a Gerusalemme a rendergli omaggio è, per chi ancora ragiona, da scartare assolutamente.
Dalla narrazione biblica, conosciamo che fra la nascita del Battista, cugino di Gesù, e la sua, intercorrono circa 6 mesi. Infatti Elisabetta era al suo sesto mese quando l'angelo Gabriele annunciò a Maria che sarebbe stata la madre del Figlio di Dio. Il Ministero terreno di Gesù durò 3 anni e mezzo, essendo egli stato battezzato dopo del tempo che il Battista iniziò la sua predicazione di precursore per preparare il popolo all'evento di Gesù.
Secondo Numeri, per essere in Israele idonei per un servizio sacro, occorreva avrer compiuto i 30 anni di età (da trenta anni in su). Pertanto 33 e sei mesi più sei mesi = 34 anni e + 1 un anno in quanto non era conteggiato allora l'anno 0, si arriva con 34 anni al 2bc(avanti cristo); in tale anno si deve cercare ragionevolmente la possibile nascita di Gesù.
Se Gesù fu battezzato, come pare probabile, intorno al primo ottobre del 29dc, "avendo circa 30 anni"; sei mesi e 30 anni prima, contando dal 29bc e tenendo conto dell'anno zero, si arriva intorno all'aprile del 2bc.
Che cielo osservarono gli astrologi babilonesi a partire dall'aprile del 2bc? All'inizio dell'aprile del 2bc, Giove (da Babilonesi considerato un dio di nome Marduk e che stava a favore del re) era in Toro e Venere era davanti al Leone. Già questa posizone astrale, (associata al tempo probabile di comparsa del re dei giudei che stavano valutando) fu interessante per i superstiziosi e astrologi astronomi babilonesi. Il toro è da sempre associato alla potenza e il Re sarebbe quindi stato un "potente re". Certamente osservarono con attenzione il cielo in tale anno, anche per il fatto che già nell'anno prima, verso agosto, avevano rivelato un fenomeno precursore dell'evento atteso da loro considerato molto interessante.
In data 12 Agosto del 3bc, osservata da Babilonia, a 6 gradi davanti alla stella Regolo della costellazione del Leone (chiamata da loro "la stella del re" o LUGAL), fu certamente osservata una prima congiunzione di Giove con Venere. Il magnitudo di tali astri era di -1,7 per Giove e di -3,9 per Venere che distava da Giove solo 14' di grado (9 minuti di grado misurati prima dell'alba; per capirsi 9' o 9 minuti di grado sono cieca un quarto del disco della Luna, erano abbastanza vicini pertanto). Il magnitudo complessivo, stavolta "sommabile" data la loro vicinanza, fu quindi di -5. Dovette essere abbastanza intenso da poter essere osservato anche verso le 10 della mattina.
Probabilmente questa osservazione fu quella che gli astrologi indicarono poi ad Erode quando egli li interregò in merito alla comparsa della "stella". Essa si verificò infatti circa un anno e mezzo prima che gli astrologi ripartissero da Gerusalemme senza passare da Erode.
Benché interessante, tale osservazione non fu però sufficiente agli astrologi per determinare con certezza che l'evento fosse tanto importante da indicare la venuta o nascita di un così inportante re profetizzato dalle scritture. Probabilmente attesero un altro fenomeno o segno che confermasse e rendesse certo l'evento. Questo è deducibile anche dal fatto che, se fossero partiti subito allora per Gerusalemme, sapendo che il re che doveva nascere era dei "Giudei" sapevano che dovevano andare a Gerusalemme.Pper percorrere i circa 2000 chilometri (pista caovaniera) che dividevano Babilonia da Gerusalemme avrebbero dovuto viaggiare per circa un anno per arrivare nei tempi segnati dalla bibbia. Anche percorrendo soli 10 chilometri al giorno, si fanno 300 al mese, in soli 7 mesi sarebbero comunque arrivati comodomente a Gerusalemme. Pertanto sembra molto improbabile che partissero al primo avvistamento della ocngiunzione di Giove con Venere. Gli astrologi sapevano comunque che il movimento di Giove è molto lento rispetto a quello di Venere che in un anno appare in orizzonti opposti almeno 3 volte. Probabilmente quindi attesero il successivo appuntamento fra Giove e Venere per vedere se esso si verificava ancora in prossimaità di Regolo e in quali condizioni astrologiamente interessanti per loro.
Esattamente dopo il tramonto del giorno 17 Giugno del 2bc, alle locali ore 21:41 di Babilonia, all'altezza di 4,44 gradi circa dall'orizzonte reale, o 5° circa dall'orizzonte visibile dall'osservatorio babilonese, ci fu una eccezionale congiunzione di Giove con Venere.
Perché fu "eccezionale". Lo fu per il fatto che sia Venere che Giove (calcolati al computer) avevano allora i loro diametri apparenti identici o quasi. Venere, che era ancora vicina alla sua massima elongazione, era illuminato per la metà della sua superfice. Giove, ovviamente, era completamente illuminato anche se molto distante dalla terra, appunto per il fatto che il suo diametro apparente era quasi uguale a quello di Venere. I loro magnitudo furno di: -4.3 per Venere e -1,8 per Giove. Al momento dell'orario appenna segnato che è alla massima luminanza, il diametro apparente del pianeta Venere, dalla parte illuminata del pianeta si toccava (otticamente) con quello apparente di Giove, ottenendo probabilmente un fenomeno di riverbero astronomicamente molto interessante che facilmente ne aumentò di quasi un punto il magnitudo negativo (magnitudo negativo = maggiore luminosità dell'astro). Pertanto Gli astronomi-strologi babilonesi poterono aver visto un magnitudo complessivo di almeno -6,5 o pure -7 o addirittura superiore se favorito da particolai condizioni atmosferiche. Tale magnitudo, -7/-8, se paragonato col magnitudo della luna che è mediamente di -12,5 la dice lunga sulla forte e intensa luminosità che poterono osservare quella notte; il sole ha un magnitudo di -26 circa. Per Magnitudo, da -6 a -12 non significa il doppio, è ovvio, ma significa un valore di aumento che è riferito solo in propozione al magnitudo precedente. Tale magnitudo era pure variabile in qinto poterono anche osservarlo variare mentre Venere, alle ore locali 20 circa era in contatto con la sua mezza parte scura con il diametro apparente del pianeta Giove (parte scura di Venere che certamente ha limitato la somma luminosa o che ne annulla l'amplificazione di riverbero) e che si può valutare quindi in scarsi -6 di magnitudo. Tale magnitudo, poi, diminuì ancora di più mentre Venere quasi eclissava di circa la metà il diametro apparente di Giove, ottenendo un fattore negativo di sommatura che ridusse a circa -5 il magnitudo complessivo, per arrivare, all'orario delle 21:41, con il suo massimo splendore, circa un quarto d'ora prima del tramonto della congiunzione, al magnitudo stimato di circa -7/-8. Per capire meglio le luminosità raggiunte dal valore -7 o -8, basti pensare e paragonale la stella Sirio che ha un magnitudo di -1,44 e quella normale Venere al massimo splendore che ha un magnitudo di circa -4,7. In parole povere, in una notte senza luna, una stella con magnitudo -8 è abbastanza intensa da proietta l'ombra del corpo per terra.
Tali due congiunzioni, furono "eccezionali" anche nel senso che si verificarono quasi equidistanti dalla stella Regolo "la stella del RE" per i babilonesi; davanti ad essa nel 12 Agosto del 3bc, e dietro ad essa nel 17 Giugno del 2bc, a distanza di circa 10 mesi fra una congiunzione e l'altra e con i diametri apparenti di Giove e Venere quasi identici che si toccavano otticamente nella seconda congiunzione e distanziati fra i loro centri di soli 290°04' - 290°06' (0,02' di grado, ovvero i due pianeti erano quasi allineati orizzontalmente) in azimut e di SOLI 4°41'32'' - 4°41'14'' in Altezza 0,018'' 0,018'' (18 secondi di grado che in altezza è diviso per 90 invece che per 360 come per Azimut). Da una mia prima ricerca, una tale congiunzione eccezionale non si verifica intorno a un migliaio di anni di distanza, anche se la congionzione Venere-Giove è freguente e se poi la si considera in doppia congiunzione e a -6° circa da regolo la prima e a +6° da regolo la seconda, dire che è unica è quasi dovuto.
Dopo l'osservazione di tale "eccezionale" stella, gli astrologi certamente partirono per Gerusalemme. Non occorreva che la "Stella" indicasse loro la via. Già sapevano che, essendo il re "dei giudei" il nascituro, era a Gerusalemme che dovevano andare a cercarlo per poterlo onorare. Con la percorrenza media carovaniera di 20 + 20 chilometri al giorno, in due tappe giornaliere, tale distanza di circa 2000 chilometri è percorribile in 50 giorni. Si può pertanto stimare, tra pause e ridotto percorso giornaliero di 20 chilometri al giorno, che in circa 120 giorni o quattro mesi il tempo impiegato, certamente la carovana degli astrologi arrivò a Gerusalemme. Pertanto si può ipotizzare che arrivarono a gerusalemme per i primi di Ottobre. La Bibbia narra che chiesero informazioni sul re "che è NATO" (sapevano che era GIA' nato) in quanto, ovviamente, non sapevano dove fosse nato esattamente. Come loro consuetudine, è ragionevole che anche durante il viaggio continuassero ad "osservare" il cielo per comprendere se ci fossero altri segni in merito a tale eccezionale avvenimento. Fu detto loro da Erode di cercare a Betleem. Ovviamente, alla richiesta di Erode, gli dissero certamente anche e sopratutto la data della prima congiunzione osservata, quella del 12 agosto del 3bc (come tempo corrisponderebbe circa al tempo durante il quale Maria ricevette l'annuncio dall'angelo Gabriele).
Matteo narra che una volta lasciato Erode, gli astrologi rividero la "stella". Ciò che essi potrebbero aver visto, che era come "la stella che videro quando erano ad oriente" potrebbe essere una ulteriore congiunzione Venere-Giove, meno eccezionale stavolta, il giorno 13 di Ottobre del 2bc (circa un mese dopo il loro arrivo a Gerusalemme), tra la costellazione del Leone e quella della Vergine, essendo evidentemente la "stella" definita dagli astrologi essenzialmente il pianeta Venere, per la sua luminosità propria in generale e la congiunzione di essa con Giove in particolare. (Venere, visto ancora in congiunzione con magnitudo -4,5, stavolta era distante da Giove circa 2 gradi in Azimut, ma quasi allineato con Giove in altezza, con magnitudo -1,8).
Il viaggio da Gerusalemme a Betleem è breve; essendo a soli 9 chilometri, si percorre in un solo giorno di viaggio. Pertanto gli astrologi dovettero accamparsi davanti a Betleem e attendere l'indicazione necessaria per identificare la casa del "re". Probabilmente, interpretarono il movimento di Venere (che stava scendendo verso l'orizzonte) lungo la Vergine a Est del Paese di Betlemm come la stella, "Venere", che camminava davanti a loro nel senso che se la osservavano avendo davanti a loro il paese di Betleem, la vedevano scendere a Est verso l'orizzonte, e ciò suggeriva loro di tenere in considerazione tale lato (Est) del paese per trovare la casa. Ovviamente, per loro esperienza, essi osservavano la "via di AN", ovvero l'intero percorso dell'eclittica. Attesero quindi quasi un mese mentre "Venere" (la stella, in senso di blillantezza) scendeva verso la Bilancia verso l'orizzonte, sempre ad Est (forse in tale senso la "stella" "andava davanti a loro").
Il giorno 13 Novembre del 2bc essi videro apparire con un magnitudo di circa 3,5 sull'orizzonte a Sud-Ovest, nella costellazione del Saggittario, la cometa Blanpain che era allineata con la Luna, anch'essa sull'orizzonte, a Est Nord-Est. Essendo per loro (come astrologi) tale circostanza interessante e foriera di attività divina, compresero evidentemente che pure tale cometa era venuta "davanti a loro" per quidarli al "re", essendo preceduta dalla "stella" Venere. Se sapessero che le comete si ripresentano dopo del tempo in opposizione dalla loro prima osservazione, (doppiaggio del sole) questo non lo so. Se solo attesero, non dovettere attendere molto tempo.
Fatto sta che solo una decina di giorni dopo, i giorni 23 e 24 Novembre del 2bc, poterono rivedere apparire la cometa Blanpain sull'orizzonte a soli 3 gradi prima dell'Est geografico, con un magnitudo di 2,7 e quindi ben visibile, mentre a SUD la costellazione del Leone si trovava posizionata "quasi" allo zenit della sua verticale mediante la stella Chort (la coscia del leone). Essi compresero pertanto che quella cometa era un segnale per loro. Dovevano quindi prestare attenzione ad est di Betleem, del paese davanti a loro, in un particolare giorno, per vedere quale abitazione la cometa avesse indicato sorgendo dall'orizzonte. Non dovettero attendere molto.
Il giorno 26 Novembre del 2 avanti la nostra era volgare, alle locali ore di Gerusalemme, 03:55, osservata dall'altezza di circa 800 metri sul livello del mare, con Altezza 0 (sulla linea dell'orizzonte visibile) e Azimut 83° (tre gradi a 0vest del punto cardinale Est), la cometa Blanpain divenne visibile sull'orizzonte mentre la verticale del SUD centrava la stella Algieba della costellazione del Leone (6 gradi a Est di regolo). E' probabile che tali astrologi interpretassero quindi che la "casa" indicata sull'orizzonte in quel momento, ad est di Betleem dalla cometa Balnpain che in quel volgere della notte era ben visibile avendo un magnitudo di 2,7, fosse la casa del neonato "Re". Probabilmente fu proprio lì che trovarono la famiglia di Giuseppe. In tal caso Gesù aveva allora circa solo 5 mesi di vita.
L'eccezionalità di tale cometa Blanplain, che fu scoperta il 28 Novembre del 1819 da Balnpain che la osservò allora con magnitudo di 6,5 sta nel fatto che ebbe una traiettoria (calcolata al computer) eccezionale. Oltre al suo Magnitudo di 2,7 che era simile a quello della Yakutake di Marzo/Aprile del 1996, che fu di 2,6. Generalmente le comete hanno traiettorie quasi casuali, ma raramente sono su un piano quasi verticale all'equatore terrestre.
Se gli astrologi in quel tempo osservarono ogni giorno e alla stessa ora dalla sua apparizione ad est la cometa, guardando esattamente ad Est, dalla sua prima apparizione dal giorno 23/24 Ottobre, la videro ogni giorno con la coda praticamente in verticale rispetto all'orizzonte e rivolta verso il nord, mentre saliva, sempre seguendo la vericale Est (con pochi gradi di scostamento ogni giorno), per una ventina di giorni, fino almeno al giorno 12 dicembre che raggiunse con magnitudo 4,3 (divenendo meno visibile) e l'altezza del pianeta Giove (che era un centinaio di gradi azimut più a ovest, lungo l'eclittica a 67 gradi di altezza).
Il 25 dicembre del 2bc, ormai solo occhi esperti potevano forse ancora vederla, a 346 gradi azimut e 75 gradi di altezza.
In pratica, la "stella" (in questo caso era la cometa) "stazionava o si sermò" restando sulla verticale della casa del neonato re, per almeno una quindicina di giorni. La descrizione quindi che alcuni testi riportano della vista di un fascio di luce verticale sulla casa, potrebbe corrispondere in una certa misura a tale fatto astronomico.
Riassunto. (è una ripetizione per non trascurare dei particolari).
I tempi corrispondono con gli avvenimenti descritti nel racconto bibblico di Matteo e di Luca sulla Natività.
La prima congiunzione fra Giove e Venere osservata a Babilonia dagli astrologi il 12 Agosto del 3bc e che si ferificò a circa 6 gradi davanti alla stella Regolo della costellazione del Leone, ben potrebbe corrispondere in ordine di tempo, al momento nel quale l'angelo Gabriele annuncia a Maria che diverrà la madre del figlio di Dio. In quel tempo Elisabetta era al suo sesto mese di gravidanza. Da questo si potrebbe ipotizzare la nascita del Battista intorno al mese di Novembre del 3bc.
Valutando in circa un mese il possibile tempo fra l'annuncio e il concepimento vero e proprio, i tempi potrebbero coincidere in modo ragionevole con la Nascita di Gesù in occasione della comparsa della seconda congiunzione fra Venere e Giove, quella di magnitudo almeno -8 (luminosità che la renderebbe visibile anche in pieno giorno).
La seconda congiunzione, circa 6 gradi dietro (o "dopo" seguendo il percorso dei pianeti lungo l'eclittica) la stella Regolo della costellazione del Leone, che fu osservata da Babilonia il 17 Giugno del 2bc fra le ore 20 e le ore 22, convinse gli astrologi a partire per Gerusalemme alla ricerca del neonato re dei giudei.
Stimando in circa 2000 chilometri il percorso della via carovaniere che da Babilonia porta a Gerusalemme, e ipotizzando un percorso giornaliero di 30 chilometri al giorno (due tappe di 15 chilometri impiegano circa 3-4 ore di marcia tranquilla per tappa) la raggiungerebbero in: 2000 diviso 30 = circa 66 giorni. Pertanto, comprendendo tutte le possibili soste, in poco più di tre mesi era comodamente possibile arrivare a Gerusalemme da Babilonia anche percorrendo solo una ventina di chilometri al giorno. Se pertanto gli astrologi partirono poco dopo la comparsa della seconda "stella", potrebbero essersi trovati a Gerusalemme già verso la fine del mese di Settembre.
Ovviamente è privo di senso il pensare che una "stella" accompagnasse durante i tre/quattro mesi di viaggio gli astrologi. Essi già sapevano benissimo che dovevano recarsi a Gerusalemme; Infatti chiesero: "Dove è il nato re dei giudei? Poichè vedemmo la SUA stella (la congiunzione Giove Venere del 12 Agosto prima e del 17 Giugno del 2bc poi) quando eravamo in oriente e siamo venuti a rendergli omaggio".
Il racconto narra del trambusto arrecato a Gerusalemme, e pertanto dovettero passare un certo numero di giorni fino quando Erode convocò gli astrologi. Da loro si fece dire ogni cosa nei particolari; pertanto sentì da loro anche della PRIMA osservazione di Giove e Venere davanti alla stella Regolo, quella del 12 Agosto del 3bc. Pertanto Erode poté ipotizzare che Gesù poteva essere nato sin da tale data; al circa 12 ottobre del 2bc infatti, sarebbero trascorsi da quella data circa 1 anno e 2 mesi. Erode mandò gli astrologi a Betleem, che distava verso sud soltanto circa 9 chilometri e pertanto era raggiungibile in un solo giorno di marcia.
Arrivati davanti al paese di Betleem, evidentemente gli astrologi si fermarono in cerca di un segno che indicasse loro dove si trovava il neonato re dei Giudei. Forse, anche consigliati da Erode, e per non fare scappare Gesù (senza dirlo agli astrologi che lo cercava per ucciderlo) cosigliò loro di fare tale ricerca con calma e discrezione, per non creare il trambusto che avevano creato precedentemnte a Gerusalemme).
Se arrivarono davanti a Betleem in data 13 di Ottobre del 2bc, la stella che si rallegrarono di rivedere dopo aver lasciato Erode potrebbe essere stata una ennesima (la terza) congiunzione Giove-Venere, meno appariscente stavolta, all'inizio della costellazione della Vergine. Il successivo spostamento di Venere che scendava verso l'orizzonte a Est, potrebbe essere stato intepretato come il senso detto "che andava davanti a loro" (Scendando come se volesse indicare la casa). Evidentemente "seguirono" (non camminando, ma osservando il cielo) tale spostamento discendente di Venere per circa un mese, accampati giusto davanti al paese di Betleem, in attesa di un ulteriore segno.
Tale segno fu probabilmente recepito da loro con l'osservazione dell'appariziome della cometa Blanpain visibile da Betleem già il giorno 13 Novembre del 2bc, di magnitudo 3,5, nella costellazione del Saggittario, a Sud-Ovest. Se nella applicazione astrologica che essi fecero, Saturno era sinonimo di avvenimenti relativi a Israele, potrebbero, ripeto, potrebbero, aver interpretato la sua contemporanea visibilità (di Saturno) nella costellazione del Toro, che era allora ad Est, mentre anche la Luna, ad Est, era sull'orizzonte, come un segno che la cometa sarebbe stata poi, come segno "eccezionale", la stella che avrebbe indicato la casa del "re" (dei giudei).
La loro interpretazione potrebbe essere stata la seguente: Vedendo che la cometa era comparsa ad ovest, mentre a Est-NordEst la luna era similmente sull'orizzonte, e con la presenza di Saturno, sempre ad Est, poco sopra l'orizzonte, valutarono tale situazione astronomica come una presentazione divina che indicava la necessità di seguire il percorso di tale cometa. Probabilmente, quindi si rallegrarono ulteriormente riconoscendo ora in tale cometa la "sua stella" anche se quella che videro a Babilonia era la congiunzione di Venere con Giove. Per capirsi, la stella del re, non importa cosa fosse realmente, era l'astro che in quel momento poteva indicare la casa di tale re.
Sempre restando quindi accampati davanti a Betleem, non dovettero attendere molto. Pochi giorni dopo, la stessa cometa, la Blanpain, si ripresentò a est (dopo aver doppiato il sole) il 22/23 Novenbre del 2bc con un magnitudo di circa 2,7 (quindi ben visibile). Gli astrologi compresero dunque come confermato che il neonato re era nella parte Est della cittadina di Betleem e che dovevano osservare quel punto cardinale, ma in quale casa?
Osservando sempre, come era loro consuetudine di riferimento, il momento nel quale la cometa ogni giorno si presentava sull'orizzonte con il suo piccolo spostamento in zona Est, il giorno 26 Novembre, alle ore locali di Gerusalemme, le ore 03:52, essi compresero che la casa indicata in quello stesso momento era la casa del neonato re dei giudei. Lo compresero probabilmente interpretando astrologicamente il cielo astronomico che osservarono. In quell'ora, sulla vericale Sud, allo zenit, era centrata la stella Algieba della costellazione del Leone e pochi gradi più a ovest, ovviamente era Regolo, "la stella del re". Trovarono quindi la casa che meglio era indicata dalla cometa in qulla sera e trovata la famiglia di Giuseppe resero l'omaggio che erano venuti a portare al neonato re d'Israele.
Probabilmente gli astrologi restarono nei paraggi ancora qualche giorno ad osservare il fenomeno della cometa (chi se lo sarebbe lasciato fuggire?). Notarono infatti il particolare che, osservando alla stessa ora esattamente a est, il movimento della cometa era praticamente ascenzionale, ovvero saliva dalla verticale Est dell'orizzonte andando verso il Nord con la coda rivolta verso l'alto. Tale fenomeno durò fino almeno al 20 dicembre del 2bc. Probabilmente poi gli astrologi, avvertiti in sogno, invece di passare da Erode si ritirarono per altra via tornando a Babilonia.
Nello stesso tempo, Giuseppe, avvertito in sogno di andare in egitto, partì (probabilemnte quindi verso il 15-20 Dicembre) per l'Egitto. Il viaggio non fu lungo. Da Betleem sono poco più di 300 chilometri. In tappe (essendo una fuga) di 30 chilometri al giorno, in soli 10 giorni potevano essere già in egitto per l'ormai noto 25 dicembre.
Ovviamente Erode dovette attendere un poco prima di capire che gli astrologi se ne erano andati e che non sarebbero passati da lui (avendogli anche consigliato forse di agire con prudenza), quindi è ipotizzabile che solo nei primi giorni di Gennaio egli ordinasse la strage degli innocenti. Se calcolò dal 12 Agosto del 3bc, erano ormai passati un anno e 5 mesi dalla prima comparsa della congiunzione Venere-Giove. Pertanto, evidentemente per essere certo di prenderlo, ordinò la strage dai due anni in giù.
Se Erode avesse compreso con buona certezza che Gesù poteva essere nato solo alla comparsa della seconda congiunzione, qualla del 17 giugno del 2bc, probabilmente non avrebbe neppure atteso che gli astrologi lo trovassero. Semplicemente gli sarebbe bastato ordinare l'uccisione di tutti i neonati dai 6 mesi in giù e avrebbe limitato di molto lo scalpore fatto dalla più grande strade successiva.
Giuseppe Flavio narra che Erode morì dopo una eclisse di luna e prima di una importante festa giudaica. Il 9 Gennaio dell'anno 1bc (1 avanti Cristo) si verificò, visibile in Israele, una eclisse di luna totale. Il 7 Aprile dello stesso anno ci fu la Pasqua ebraica. Erode evidentemente morì in questo lasso di tempo, probabilmente verso la fine del mese di Febbraio o Marzo.
Giuseppe ricevette la notizia della morte di Erode per avvertimento divino in sogno e ipotizzando quindi in altri 15 giorni il tempo per tornare in Gerusalemme, Egli potè esservi in tempo per celebrare come era sua consuetudine la pasqua. Quindi, come narra la scrittura, "Avendo udito" o avuto conferma che Archelao regnava in luogo di Erode, considerò prudente di non restare in Gerusalemme ma si avviò a Nazzaret.
Conclusione.
Le coincidenze astronomiche con i tempi narrati dai vangeli sono particolarmente calzanti. L'interpretazione "astrologica" degli avvenimenti, non è mia, ma degli astrologi di Babilonia. Io ho solo compreso il loro modo di interpretare gli astri analizzando come è stato scritto il diario astronomico Vat 4956 e BM 32312 e dalle informazioni in essi riportate. Le congiunzioni di Venere con Giove le ho trovate semplicemente seguendo il racconto bibblico, non le conoscevo prima, non così accuratamente. Della cometa Blanpain, neppure sapevo l'esistenza. Mi si è presentata al computer semplicemente seguendo le tappe che forzatamente gli astrologi devono aver fatto durante il viaggio. La sua eccezionale traettoria (rara per le comete), corrisponde molto bene a ciò che potrebbero aver visto gli astrologi. La bibbia, mai dice che la "stella" fosse una comparsa "miracolosa". Che ci possa essere stata una influenza di genere spirituale o satanico nell'interpretazione che gli astrologi diedero a tali eventi astronomici, ciò è possibile, ma la bibbia non lo dice.
La congiunzione del 2bc è eccezionale sopratutto per il fatto che non si verifica facilmente nelle condizioni descritte. Da una mia verifica, si presenta solo con minore spettacolarità nel tempo fra il 4000bc e il 2500ac, ovvero nei 6500 anni che ho cercato (al computer). Il 23 Febbraio del 1999 ce ne fu una bella certamente, ma che non regge il confronto con quella del 2bc. Nel 1999 ci fu una congiunzione fra Giove e Venere che erano separati da 3 minuti di grado; nel 2bc, invece, la separazione fra i centi dei due pianeti visti otticamente, era di un solo minuto di grado e 30 secondi. Va tenuto anche presente che i diametri apparenti dei due pianeti, quasi uguali, è misurato al computer, per il 2bc, in 1 minuto di grado e 30 secondi (la luna e il sole misurano mediamente diametri di 33 minuti di grado); scusate se è poco! Non voglio fare astrologia, ma non posso fare a meno di ricordare che il RE, Gesù, è pure ricordato come il "Leone della tribù di Giuda". Appropriatamente, quindi, se un avento astronomico doveva in qualche modo annunciarlo, è corretto che tale evento si sia verificato in quella che noi raffiguriamo come la costellazione del Leone. Pure similmente è corretto che, se di un gran RE si deve parlare, è corretto che il suo evento sia associabile a quella che è da noi definita come la "stella del RE", ovvero la stella Regolo, della costellazione del Leone. Pertanto, mentre è pure eccezionale l'evento astronomico in sé, non lo è meno il possibile significato interpretabile sia dal punto di vista della simbologia biblica che sia da quella astrologica, che comunque in tale contesto non ci serve.
Importante è sopratutto che anche se si ponesse nel tempo del 17 Giugno del 2bc la data della nascita di Gesù, dal momento che la bibbia non dice specificamente il tempo del concepimento di Gesù ma fa solo comprendere che Maria era già incinta quando andò a trovare Elisabbetta, sarebbe comunque in perfetta armonia con il resto dei fatti e dei tempi relativi alla vita di Gesù narrata nei vangeli. Infatti, in tal caso, Giovanni avrebbe iniziato la sua opera di predicazione dopo il compimento del suo trentesimo anno di vita, quindi verso Novembre del 28 era volgare. Gesù, che nacque comunque almeno 6 mesi DOPO il Battista, può aver compiuto i suoi 30 anni di vita intorno al Giugno del 29 della nostra era volgare. Avendo egli "circa trent'anni", battezzandosi quindi intorno al 1° ottobre del 29bc era idoneo secondo la legge per il servizio che doveva compiere per Geova. La sua prima pasqua da dedicato unto la celebrò quindi nell'aprile del 30, la seconda nel 31, la terza nel 32, e la sua quarta ed ultima nel 33 della nostra era volgare. I tempi biblici corrispondo perfettamente con le osservazioni e con i tempi astronomici del peridodo. La conclusione può essere una sola. Gesù non può essere nato anni prima del due avanti la nostra era volgare. La bibbia, come sempre, HA RAGIONE! Dice solo la verità!
Una ricerca personale di monseppe. Finita il 1° Gennaio del 2008
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